Quale modo migliore di iniziare questa rubrica (che terrò periodicamente) se non con l’argomento più in voga in questi giorni? La paura del riscaldamento globale.

Menti inquinate su un Mondo inquinato

A quanto pare, per molti, questa sembra essere una tematica del tutto nuova. Sembrano lontani i tempi in cui scienziati ed esperti mettevano in guardia dalla pericolosità per l’ambiente di determinati tipi di materiali e gas. Sembra lontanissimo, anzi sembra non essere mai esistito l’allarme lanciato decenni fa da attivisti e volontari che hanno dedicato la loro intera vita alla lotta contro l’inquinamento. Anni di slogan del tipo: “Basta produrre plastica!”, “Facciamo la raccolta differenziata!”, “Stop alle industrie che inquinano!” (per intenderci). E altrettanti sono stati gli anni di silenzio, di indifferenza, e addirittura di fastidio manifestato nei confronti di chi si è interessato al problema. Io ero già rimasta sconvolta dal video girato in Canada dal fotografo del National Geographic, Paul Nicklen. Riprese strazianti con protagonista un orso polare completamente ridotto pelle e ossa, un video dal finale tanto sconvolgente quanto scontato, in un ambiente che ormai non può avere più nulla da offrire ad animali del genere che hanno bisogno di tonnellate di cibo per sopravvivere e di una temperatura che purtroppo aumenta ogni anno di più. Oggi, alla luce delle proteste che stanno animando le piazze di tutto il mondo e a distanza di un paio di giorni dal Friday for Future, sembra che le cose siano davvero cambiate. Giovani stanchi delle promesse non mantenute dai politicanti di turno, i quali sembrano fregarsene del disastro ambientale in atto. “Ma potrà una rivolta pacifista guidata da una sedicenne con le treccine cambiare le sorti del nostro Pianeta, dopo anni di indifferenza?”, questa sembra essere la domanda che in molti si pongono. Meglio tardi che mai, si dice di solito in questi casi. La vera domanda che mi pongo io, però, è la seguente: ma con tutti i problemi che abbiamo, con tutta la spazzatura che respiriamo ogni giorno, le tonnellate di plastica presenti nei nostri mari, l’innalzamento delle acque, i cambiamenti climatici in atto, insomma, la distruzione lenta e inesorabile del pianeta Terra; è possibile che la gente si ponga il problema che il simbolo di questa lotta sia una ragazzina con le treccine? Sì è così, e forse il genere umano l’estinzione della specie un pochino se la meriterebbe. Ma solo un pochino eh.